Il mio metodo

Diventare amici del sintomo

Un sintomo non è soltanto qualcosa da far scomparire. È un segnale che chiede attenzione e può indicarci che qualcosa, nel nostro modo di vivere o nel nostro equilibrio, ha bisogno di essere osservato.

Come un buon amico, a volte ci mette davanti a ciò che non vorremmo vedere. Ascoltarlo significa iniziare a chiedersi non solo come stare meglio, ma anche cosa ci sta raccontando.

Oltre il sintomo

Spegnere il fuoco non basta

Immagina il sintomo come un allarme antincendio. Quando suona, la prima cosa da fare è occuparsi del fuoco. Ma il lavoro non finisce lì: attraverso l'osservazione iridologica e naturopatica cerchiamo di comprendere cosa può aver favorito il disequilibrio e lavoriamo sul terreno della persona per creare condizioni di maggiore equilibrio.

Il sintomo: spegnere il fuoco

I fattori: capire cosa alimenta il fuoco

Il terreno: rendere l'ambiente più sicuro

Ci occupiamo innanzi tutto di ciò che in questo momento crea disagio e chiede attenzione.

Cerchiamo di individuare ciò che può aver contribuito alla comparsa o al mantenimento del disequilibrio.

Lavoriamo sul terreno della persona per favorire condizioni di maggiore equilibrio e renderlo meno predisposto, per quanto possibile, a nuovi disequilibri.

Non ascolto soltanto ciò che una persona mi racconta. Osservo anche il suo modo di comunicare, le pause, lo sguardo, la postura, il modo di muoversi e di entrare in relazione.

Cerco di comprendere come vive, quali sono le sue abitudini, il suo modo di pensare e di affrontare ciò che le accade. Perché lo stesso sintomo, in due persone diverse, può raccontare storie completamente differenti.

Il dialogo diventa così uno spazio di ascolto e fiducia, in cui la persona possa sentirsi accolta, libera di raccontarsi e non giudicata.

Ogni persona racconta una storia diversa

Prima del percorso la persona

La decisione deve venire dalla persona. Io faccio da guida.

Un percorso costruito sulla persona

Il percorso prende forma

Dopo l’ascolto e l’osservazione, integro ciò che emerge dalla persona con la lettura dell’iride e la valutazione energetica secondo la Medicina Tradizionale Cinese.

Partiamo da ciò che in quel momento pesa di più e dagli obiettivi che la persona desidera raggiungere. Da qui costruisco un percorso individuale, tenendo conto del suo terreno, delle sue caratteristiche, delle sue abitudini e delle sue possibilità.

Rimedi, trattamenti, esercizi e indicazioni vengono scelti perché possano entrare concretamente nella sua vita: un percorso efficace deve poter essere anche sostenibile.

Non è la persona che deve adattarsi al percorso. E' il percorso che deve adattarsi alla persona.

Diventare amici di se stessi

Il percorso non serve soltanto a ritrovare un maggiore equilibrio, ma anche a imparare a conoscere meglio se stessi.

Essere amici di se stessi significa imparare ad ascoltarsi, aiutarsi e sostenersi. Riconoscere i propri segnali, comprendere ciò di cui abbiamo bisogno e acquisire strumenti che ci permettano, nel tempo, di fare scelte sempre più consapevoli.

Il mio compito è accompagnarti in questo processo, perché tu possa acquisire sempre più autonomia nel prenderti cura di te.

L'obiettivo del percorso

Prima impariamo ad ascoltare il sintomo. Poi, attraverso di lui, impariamo ad ascoltare noi stessi.